BREMBO
Gentili Utenti di Borsanti,
Il gruppo bergamasco ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita rispetto al 2011 del 12.1% a 349.9 milioni di euro. Tutti i comparti aziendali hanno realizzato risultati positivi e sopra le attese, in particolare i primi tre mesi del 2012 hanno visto un balzo di oltre 25 milioni della divisione auto che rappresenta il 62% dei ricavi. Geograficamente le aree che hanno ottenuto le migliori performance sono nell’ordine Regno Unito, Francia e Germania (primo mercato per ricavi) cresciute rispettivamente del 36.1 % 29.4% e 18.8%. In territorio italiano non si sono registrate flessioni ma il business non è nemmeno cresciuto. Fuori dall’Europa i migliori risultati arrivano dal Nord America dove per Stati Uniti, Canada e Messico la crescita registrata è di 23.6%. Si denota una flessione in Cina dovuta però alla vendita di magazzino prodotti già esistente alla data di acquisizione della fonderia locale.
Anche gli indicatori di performance migliorano, il margine operativo lordo o EBITDA cresce del 11.5% e il margine operativo netto o EBIT del 21.3% rispetto ai primi tre mesi del 2011. L’indebitamento finanziario cresce, ma in linea con le altre voci di bilancio, l’utile netto dopo le imposte si attesta a 21.1 milioni di euro.
L’azienda guidata dal patron Alberto Bombassei ha recentemente inaugurato il sito produttivo di Nanchino in Cina dove verranno convogliate tutte le attività produttive del gruppo presenti nel paese del dragone. L’investimento complessivo per il sito è di 70 milioni di euro e permetterà a regime di produrre circa 6 milioni di dischi all’anno.
Proiettando gli ordini in portafoglio si prevedono risultati simili a quelli registrati in questo quarto per tutto l’anno in corso.
Se il tax rate non verrà drasticamente modificato visti i dati annunciati alla comunità finanziaria, gli investimenti e gli ordini consigliamo ADD con target a 9.5.
Vieni a trovarci all’ITF di Rimini! Venerdi 18 Maggio alle ore 13.30, presso lo stand di ActivTrades, Luca Discacciati mostrerà le innovative tecniche di spread trading utilizzate da TS Investing.
Ultimi articoli
OIL TALKINGS
Gentili Utenti di Borsanti,
I fallimenti delle trattative per formare il nuovo governo in Grecia e le accresciute possibilità di uscita dall’euro influiscono negativamente destabilizzando un po’ tutti in mercati, fra questi anche quello delle commodities.
Oltre che per le incertezze greche il Brent risente delle esternazioni del ministro dell’Arabia Saudita, paese di fondamentale importanza nella produzione petrolifera, il quale ha affermato che 100 dollari al barile sarebbe il prezzo adeguato per il petrolio.
L’IEA (International Energy Agency) ha pubblicato l’oil market report mensile, nel documento si delinea un mercato mondiale del petrolio sempre più teso a causa della crescita nelle stime della domanda e i rischi geopolitici sono visti come sostenitori del prezzo del petrolio ad alti livelli. Sempre l’Agenzia Energetica Internazionale vede un consumo di petrolio a 90 milioni di barili al giorno in crescita di quasi l’1%. Le riserve dei paesi OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) in marzo sono cresciute a 2.6 miliardi superando la media a 5 anni. Sempre stando al report IEA nel mese di aprile la produzione iraniana è rimasta stabile a 3.3 milioni di barili al giorno, le esportazioni sono calate per la riduzione della domanda in Europa, Giappone e Corea. I minori acquisti sono stati in parte compensati da aumenti di Turchia e Sud Africa, la restante parte è rimasta accumulata nei depositi.
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UNICREDIT
Gentili Utenti di Borsanti,
Il IQ 2012 per Unicredit si chiude con risultati positivi sopra le attese. Nella conferenza stampa tenuta settimana scorsa, l’amministratore delegato Federico Ghizzoni ha annunciato al mercato i risultati conseguiti dalla banca italiana con vocazione europea.
L’utile netto si attesta a 914 milioni di euro, sostenuto soprattutto dalle attività di trading e in crescita rispetto allo stesso trimestre del 2011 in cui si erano realizzati 810 milioni. Oltre ai buoni risultati conseguiti sui mercati finanziari hanno concorso all’ottenimento dell’utile le riduzioni che la banca ha registrato nei costi operativi (-0.5% anno su anno). I ricavi sono cresciuti del 5.2% (al netto del buyback) rispetto al IVQ 2011, i 6.406 milioni di euro incassati portano il core Tier1 al 10.3% in crescita di 191 bps rispetto al dicembre 2011. Gli introiti da interessi si sono mostrati stabili nonostante il costo della raccolta in crescita e deboli volumi, il livello si è mantenuto nel target grazie all’aggiustamento dei prezzi dei finanziamenti in essere. Anche il costo del rischio è migliorato sia rispetto al trimestre precedente che rispetto al medesimo Q del 2011. Il piano di funding previsto per l’anno in corso procede e in particolare in Italia la provvista è già oltre il 50%. La banca di Piazza Cordusio si mostra agli investitori solida dal punto di vista dei ricavi e con un importante trend di riduzione dei costi, anche la liquidità è positiva.
Grandi progressi si stanno realizzando sul mercato italiano dove sono necessari aggiustamenti e revisioni in diversi processi. Le divisioni che hanno meglio performato in questi primi tre mesi del 2012 sono però Turchia, Russia, Polonia e Croazia.
Il deterioramento delle attività in portafoglio, soprattutto quelle italiane, potrebbe influire negativamente sui risultati dei mesi a venire. Il management tuttavia ha già predisposto piani per arginare il peggioramento dei crediti detenuti, ristruttuandoli e rivendedo le condizioni dovrebbero essere in grado di contrastare il fenomeno. Difficilmente le attività di trading registreranno risultati simili a quelli del trimestre appena trascorso, rimangono possibili up-side finchè la volatilità imperversa sui mercati perciò non escludiamo comunque utili rilevanti nel IIQ in questo comparto.
Nel complesso la banca si è nuovamente mostrata capace di saper rispondere alle sfidanti condizioni di mercato, adattando il business e diversificando verso i mercati dell’Est con più spinta. I risultati conseguiti sia sulle poste attive che su quelle passive fanno ben sperare per il futuro sia nel breve che nel medio-lungo termine. Altro fattore di rilievo per gli sviluppi delle strategie dall’azienda è il fresco insediamento del nuovo presidente Giuseppe Vita, figura di standing europeo gode di grande considerazione nel mercato tedesco, viste le importanti cariche che ha finora ricoperto.
L’azione, come più in generale tutti i titoli bancari, rimane negoziata a prezzi molto bassi ragion per cui il nostro giudizio rimane BUY con target fissato a 4.5.
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ENEL
Gentili Utenti di Borsanti,
Il gigante energetico italiano ha comunicato ieri i dati relativi all’andamento del IQ del cinquantesimo anno di attività.
La produzione di energia è in crescita grazie alle divisioni estere che cubano il 66% del totale di 78 TWh. L’incremento delle produzioni estere è attribuibile ai comparti in America Latina e nella penisola iberica di Endesa e in Russia grazie al completamento di nuovi impianti a ciclo combinato.
Per quanto riguarda la distribuzione dell’energia elettrica in Italia i volumi sono in contrazione, in linea con le attese, la domanda sulla rete nazionale è in flessione poiché fortemente correlata ai cicli produttivi industriali.
A Roma il Cda ha annunciato un EBITDA a 4.302 milioni di euro leggermente più basso di quello dell’anno precedente (-2.2%). Le vendite di energia elettrica sono cresciute del 3.1% rispetto allo stesso periodo 2011, anche le vendite di gas hanno registrato un incremento anno su anno, entrambi gli aumenti nei consumi sono dovuti a risultati ottenuti fuori dal territorio italiano. I ricavi realizzati nei primi tre mesi dell’anno ammontano a 21.193 milioni di euro, l’incremento sul 2011 è di 8.5% questa crescita è riconducibile alle attività commerciali sui mercati all’ingrosso.
Il risultato netto si attesta a 1.184 milioni di euro in flessione dell’1.4%, la riduzione dei guadagni dovuta all’applicazione della Robin Hood Tax in Italia è stata in parte compensata dalla cessione della quota di partecipazioni del 5.1% di Terna.
Grazie a importanti attività di crescita e sviluppo in diversi mercati emergenti incorrelati tra loro quali Russia e America latina il gruppo mira a ottimizzare gli investimenti e migliorare l’efficienza del core business per realizzare gli obiettivi anche nel corso del 2012.
Visti i risultati del IQ 2012, l’equilibrata diversificazione geografica e la storica attenzione verso gli azionisti con politiche di dividendi interessanti consigliamo BUY con target a 3.1
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STIAMO COMPRANDO DOLLARI
Gentili Utenti di Borsanti,
abbiamo atteso la famosa rottura di 1.30 su EUR/USD per proporvi questo trade annunciato già da tutti gli analisti.
L’ufficio studi di TS INVESTING vi propone il Suo studio grafico con annessi gli obiettivi di prezzo e spera di darvi qualche intuizione in piu’.
La nostra idea è questa: se un trade è da manuale e lo vedono tutti probabilmente presenta qualche insidia.
Con questo il nostro ufficio studi vuole soffermare la propria attenzione non tanto sulla direzionalità del trade (SHORT EUR/USD) quanto sui rapporti rischio rendimento da attribuire al trade.
Abbiamo già spiegato piu’ volte che non sempre si puo’ aver ragione ma è fondamentale prendere profitti importanti a fronte di perdite contenute.
Per questo motivo abbiamo posto gli stop a meno di 100 pips ottenendo un rapporto rischio/rendimento atteso molto favorevole.
Se vuoi essere seguito nella tua attività di trading, o avere ulteriori informazioni in merito contattaci attraverso il contatto rapido sul nostro sito www.tsinvesting.ch o a enrico@tsinvesting.ch
Recap sugli strumenti di gestione della crisi nell'area Euro
Gentili Utenti di Borsanti,
La riunione di maggio della BCE in cui si è deciso di mantenere invariate le politiche monetarie e il livello dei tassi d’interesse è lo spunto per fermarci a riflettere su come l’Europa sta cercando di reggere alla crisi in corso.
I meccanismi di sostegno dell’Eurozona si stanno strutturando e irrobustendo al fine di poter eventualmente sopportare una pesante crisi Spagnola o più leggere ma contemporanee situazioni di difficoltà di Spagna e Italia. In undici anni d’esistenza l’area euro non ha mai dovuto affrontare problemi finanziari simili a quelli odierni, il trattato non prevedeva nessuna forma di aiuti agli altri Stati anche in situazioni di difficoltà.
L’Eurozona si è dunque trovata a creare un meccanismo di gestione della crisi in condizioni d’emergenza e circondata da uno scenario imprevedibile e drammatico sia dal punto di vista finanziario che politico. La costante sottovalutazione dei rischi di contagio e i conflitti d’interesse tra Paesi e governi degli Stati membri hanno fatto si che nel clima di sfiducia reciproca i ritardi delle azioni volte a prevenire e contenere i danni abbiano ingrandito e appesantito le ricadute finanziarie.
Ad oggi nell’area Euro sono presenti diverse forme di sostegno che si articolano in una complessa architettura, cercheremo di delinearla brevemente pur fornendo un quadro il più possibile esaustivo dello stato dell’arte.
Il primo meccanismo di sostegno è l’EFSM (European Financial Stabilisation Mechanism) che consiste in un plafond di 60 miliardi alimentato da fondi del bilancio europeo. Di questi 22.4 sono stati impiegati per l’Irlanda, 26 per il Portogallo ne rimangono dunque 11.5 al netto degli impegni già presi.
Altro strumento è rappresentato dall’EFSF (European Financial Stablity Facility o Strumento Europeo di Stabilità Finanziaria) questo è stato creato appositamente per contrastare questa crisi finanziaria. Il capitale sottoscritto di 28.44 milioni non è significativo, ciò che rileva in questo strumento è il meccanismo di garanzie disgiunte e di riserve liquide che garantiscono la protezione del merito di credito. Ogni emissione EFSF comporta l’erogazione di garanzie da parte degli stati membri in base alle quote di capitale BCE. Complessivamente il sistema di garanzie ammonta a 726 miliardi. La capacità d’erogazione è di 440 miliardi di euro, di cui 192 già impegnati per i programmi d’assistenza a Grecia, Irlanda e Portogallo, restano a disposizione 248 miliardi. Un grosso limite di questo strumento è l’approvazione unanime delle decisioni, dunque soggette a umori e capricci dei diversi Stati membri.
Terzo per ordine ma non per importanza è l’ESM (European Stability Mechanism) che sarà costituito a luglio 2012 e avrà modalità d’intervento simili all’EFSF sopradescritto. Questo strumento era stato pensato a fine 2010 per prevenire crisi future e coinvolgere i privati nel processo, originariamente studiato per il 2013, è stato anticipato ad oggi viste le proporzioni dei problemi da affrontare. Il sistema rimpiazzerà il meccanismo delle sovragaranzie, usato per l’EFSF, è fondamentale svincolare la capacità di erogazione del fondo dal numero e dalla dimensione dei Paesi in difficoltà. Il capitale sottoscritto è di 700 miliardi di euro di cui 80 saranno versati entro fine 2014, per ogni membro in proporzione alla quota del capitale BCE. Per quanto riguarda i meccanismi di governance lo strumento permetterà alcune decisioni a maggioranza e non unanimità.
Oltre agli strumenti dell’area euro anche il FMI (Fondo Monetario Internazionale) ha partecipato attivamente ai programmi di sostegno. Gli interventi sono stati effettuati prima in favore della Grecia già nel 2010 e poi nel 2011 anche in favore di Irlanda e Portogallo. L’intervento del fondo verso i tre Paesi ha un peso totale di 45.5 miliardi di euro erogati nel corso del biennio.
Caso chiuso ma non da dimenticare è il Greek Loan Facility, insieme di crediti erogati dai Paesi Euro alla Grecia nel primo programma di sostegno per complessivi 52.9 miliardi di euro. Anche in quest’occasione lo sforzo è stato ripartito in proporzione.
Diverso nelle modalità ma non nella sostanza è il Securities Markets Programme messo in atto dalla BCE dal maggio 2010 per acquistare titoli obbligazionari di stato sul mercato secondario. Lo scopo è la garanzia di liquidità del mercato e inizialmente è stato utilizzato verso i già citati Grecia Irlanda e Portogallo, solo successivamente la misura straordinaria è stata estesa a Spagna e Italia nell’agosto 2011. Il programma di natura temporanea agevola il rifinanziamento del debito in scadenza consentendo agli investitori di ridurre i debiti in eccesso.
Tutti questi strumenti di sostegno alla liquidità dovrebbero garantire la stabilità finanziaria anche in caso di aggravarsi dei problemi in Stati di dimensioni maggiori ma siamo convinti che siano sufficienti ? Diversi dubbi attraversano i pensieri degli analisti primo fra tutti la possibilità che le decisioni di erogazione vengano bloccate da pochi bastian contrari legati a dinamiche politiche intere ai singoli Paesi membri. Vista l’importanza della rapidità d’intervento per provvedimenti di questo tipo, ci auguriamo che gli sforzi di Draghi e gli altri attori protagonisti si dirigano verso uno snellimento dei processi decisionali EU, velocizzando e mettendo in sicurezza le eventuali misure di sostegno.
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Per maggiori informazioni scrivete a enrico@tsinvesting.ch
ITALCEMENTI
Gentili Utenti di Borsanti,
Il più grande produttore di cemento in Italia ha annunciato ai media i risultati del IQ 2012 nella giornata di ieri.
Lo scenario attorno a Italcementi vede l’attività edilizia stagnante in Europa del sud, il trend è invece rialzista sul mercato statunitense e stabile in Asia, si stanno inoltre ravvivando le costruzioni in Egitto e Marocco.
Il management ha rivisto a ribasso le previsioni per il 2012, i risultati potrebbero attestarsi ai livelli 2011 e non oltre. Le principali ragioni di revisione sono imputabili al calo dell’Italia e al perdurare della crisi in Grecia e soprattutto in Spagna, hanno inoltre concorso alla riduzione delle aspettative la crescita dei prezzi, e conseguentemente dei costi di carburanti e energia in generale. Nonostante la crescita di queste voci di spesa, il management ha ribadito che il piano di risparmio sui costi in programma per l’anno in corso non è in discussione; sono infatti previsti tagli per 100 milioni di euro nel 2012 e altri 60 per il 2013.
Andiamo ora a sondare le attività della compagnia nei vari mercati in cui opera. In Italia la decrescita dei volumi si attesterà a valori compresi tra il 10% e il 20 %, derivanti da cali nelle costruzioni sia pubbliche che residenziali. L’ EBITDA dovrebbe comunque mantenersi positivo entro la fine dell’anno grazie alla riduzione dei costi e a un livello di prezzi ben al di sopra del 2011. Anche negli Stati Uniti i prezzi sono più elevati rispetto all’anno precedente dell’1.5%, tuttavia la crescita nell’area è inferiore alle attese stimate tra il 5 e il 10 %. La Francia segue l’Italia nella compressione dei volumi e gli US nel livello dei prezzi.
Tra i mercati emergenti spicca l’Egitto con prezzi e volumi in crescita con valori compresi tra il 5 e il 10 %, l’unica nuvola su questo mercato sono le elezioni imminenti che in questo periodo storico mettono sempre a rischio la stabilità dell’economia del paese e conseguentemente delle attività edilizie. Anche l’India denota prezzi in crescita sebbene più contenuta. In Bulgaria invece si denota una decrescita nei volumi negoziati. Il Marocco dovrebbe confermare il trend espansivo dei volumi con lo stabilizzarsi dell’economia nel corso dei prossimi mesi.
Rimangono ferme le linee giuda del management, il board è intenzionato a compensare le riduzioni di volumi in diversi dei suoi mercati con contenimento dei costi, efficientamento della produzione e dove possibile crescita dei prezzi. Durante la conferenza stampa, nel delineare la strategia sono state evidenziate le aree di espansione futura con riferimento ai mercati emergenti, in particolare India e Marocco. Per quanto riguarda i mercati occidentali si metteranno in essere dinamiche volte al miglioramento dell’efficienza.
I risultati presentati non sono particolarmente brillanti e riteniamo che non vi siano particolari fattori esogeni che possano spingere il titolo verso l’alto, confermiamo il target price a 4.9 e consigliamo HOLD.
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TRADE IDEA
Gentili Utenti di Borsanti,
Come avrete notato, (dal grafico in allegato) oggi è la Spagna a sorridere sui mercati, con performance decisamente fuori da ogni logica.
Già ieri l’indice spagnolo aveva fatto meglio di altri indici europei a causa della buona vendita dei Bonos (obbligazioni governative).
La realtà tuttavia a livello macro è la seguente: continuiamo a preferire la Germania, anche se, a dire la verità, negli ultimi giorni ha perso un po’ di smalto.
Fondamentalmente comunque siamo contenti che l’indice tedesco abbia rallentato perché ci dà nuove opportunità di profitto.
L’ufficio Studi di TS Investing oggi quindi propone:
Long: Germany30
Short: Spain35
Come sempre le posizioni devono coprire i medesimi controvalori.
Consigliamo di chiudere la posizione dopo aver guadagnato almeno 1% sul differenziale.
L'ECONOMIA EUROPEA RIPARTIRA'...
Gentili Utenti di Borsanti,
vi allego un grafico molto interessante che aiuta a riflettere sugli scenari in corso.
Nel grafico del Future EURO STOXX 50 si vede chiaramente la formazione di un testa e spalle rialzista.
La linea del collo è posizionata sul livello di 2310.
Cosa ci attendiamo?
La view in scenari del genere è comunque ribassista, fino a quando il livello di 2310 non verrà violato al rialzo.
Solo in quel momento consigliamo degli acquisti su tutto il mercato Europeo in generale, ed in particolare sull’EURO STOXX.
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